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mercoledì 8 agosto 2012

La soggettività dell'interpretazione


Lo spettatore è un artista, nel senso che concepisce un certo percorso, che è unicamente suo.
La sua stessa immaginazione determina che cos'è, cosa significa.
Lo spettatore non deve essere preso in considerazione durante la realizzazione dell'opera, ma non gli va detto, dopo, cosa pensare o come intenderla o quello che significa. Non c'è bisogno di definizione.
La definizione può essere lo strumento più pericoloso e distruttivo che l'artista utilizza quando produce arte per una collettività di individui.
La definizione non è necessaria.
La definizione vanifica se stessa e i suoi scopi definendoli.

Keith Haring, "Diari - 1978"

lunedì 6 agosto 2012

L'USCITA DI SCENA DI ANDY WARHOL

Aveva un incredibile tempismo. Una cosa che ho imparato andando a molti party ed eventi “sociali” con Andy è che lui arrivava sempre al momento giusto. Arrivava sempre quando il party era nel vivo, ma prima dell’apice. Infatti la sua entrata era spesso il culmine della festa e il segnale che il party era veramente “iniziato”. Le sue uscite erano ugualmente ben calcolate. Spesso lo acciuffavo mentre scivolava fuori senza salutare. Era, ovviamente, troppo difficile salutare tutti, così semplicemente se ne andava quando nessuno lo notava e poi la gente lentamente se ne rendeva conto e cominciava a dire: «Andy se n’è andato, quando è andato via?». Non voleva che la sua uscita fosse il segnale per la “fine” del party, così si allontanava quietamente, quando meno lo si sospettava… Misteriosamente e con stile. Se n’è andato come se n’era andato da centinaia di party… una partenza che non si nota, ma immediatamente se ne sente la mancanza; la sua assenza è sconcertante e inaspettata. Il party continua, ma non sarà più lo stesso. Andy se n’è appena andato e già mi manca.

Keith Haring, “Diari, Febbraio 1987”

domenica 5 agosto 2012

L'individualità nell'arte

Sebbene gran parte della storia dell'arte sia composta da "movimenti" e da stili propri di un certo gruppo di artisti, è sempre stata e sempre sarà il prodotto di un individuo. Perfino se è esistita una "mentalità di gruppo" o un'"aggregazione culurale" di artisti, l'atto dell'arte in sé è individuale o procede (nelle opere in collaborazione) da una concezione individuale o da un insieme di input individuali rivolti a uno sforzo di gruppo. Comunque, dopo aver visto tutti questi "movimenti" o "stili di gruppo" e "periodi" della storia dell'arte, credo che abbiamo raggiunto un punto in cui non possa più esistere una mentalità di gruppo, né movimenti, né ideali condivisi. È il momento dell'autorealizzazione.

Keith Haring, Diari