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mercoledì 26 settembre 2012

MORTE DELLA LETTERATURA


A pensarci bene, la letteratura vivrà finchè qualcuno che si accinge a scrivere una semplice lettera resti in dubbio per qualche istante circa la maniera di rendere verosimile ciò che si propone di dire. E, nel peggiore dei casi, anche supponendo che la gente smetta di scrivere lettere, la letteratura non morirà finchè i poeti, oltre che scrivere, sappiano leggere. In altre parole, signore e signori: i poeti non moriranno,
proprio perchè muoiono.
 
 
Enrique Vila-Matas, "Storia abbreviata della letteratura portatile"

lunedì 24 settembre 2012

FRONTIERE

 
Aveva solo cinque anni quando varcò la sua prima frontiera, quella tra Francia e Svizzera, e rimase stupito di non scorgere la linea rossa e lilla che nelle carte geografiche, così attentamente osservate e che furono il suo primo gioco, segnava il confine tra i due Paesi.
 
 
Enrique Vila-Matas, "Storia abbreviata della letteratura portatile"
 

venerdì 31 agosto 2012

Gli "scrittori del no"




La gloria o il merito di alcuni uomini consiste nello scrivere bene; quello di altri consiste nel non scrivere.

Jean de La Bruyère

domenica 19 agosto 2012

MINIATURIZZANDO LA REALTÀ

A Walter Benjamin piacevano i vecchi giocattoli, i francobolli, le foto delle cartoline postali e certe imitazioni della realtà come quei paesaggi invernali racchiusi in una palla di vetro in cui nevica quando la si agita. La stessa scrittura di Walter Benjamin era quasi microscopica e la sua mai raggiunta ambizione era quella di far entrare cento righe in un solo foglio di carta.

Enrique Vila-Matas, “Storia abbreviata della letteratura portatile”

mercoledì 11 luglio 2012


Posò la parrucca sopra il frigorifero e la tagliò in due con il coltello, e fu tale la tensione e lo sforzo accumulato nel gesto che squarciò a secco persino l’aria viziata di quella cucina. Estenuata si lasciò cadere a terra. No, neppure in questa occasione si sarebbe tolta la vita. Il suo povero figlio, il suo caro Hans, meritava un pasto caldo quella sera. Si alzò, buttò quello che era rimasto della parrucca nel bidone dell’immondizia, rise da sola come una matta e assaggiò il pane di segale con cumino.

Enrique Vila-Matas, Rosa Schwarzer torna alla vita