«Io sono Peter Stillman. Lo dichiaro di mia spontanea volontà. Sì. Non è il mio vero nome. No. Ovvio che la mia mente non è perfettamente a posto. Ma non si può far nulla. No. Nulla. Non più. Lei sta seduto lì e pensa: chi è questa persona che parla con me? Cosa sono queste parole che le escono di bocca? Glielo dirò. O viceversa non glielo dirò. Sì e no. La mia mente non è perfettamente a posto. Lo dichiaro di mia spontanea volontà. Ma ci proverò. Sì e no. Proverò a dirglielo, anche se la mia mente mi mette i bastoni fra le ruote. Grazie.»
Visualizzazione post con etichetta Pierre Alechinsky. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pierre Alechinsky. Mostra tutti i post
mercoledì 19 settembre 2012
CITTÀ DI VETRO
«Io sono Peter Stillman. Lo dichiaro di mia spontanea volontà. Sì. Non è il mio vero nome. No. Ovvio che la mia mente non è perfettamente a posto. Ma non si può far nulla. No. Nulla. Non più. Lei sta seduto lì e pensa: chi è questa persona che parla con me? Cosa sono queste parole che le escono di bocca? Glielo dirò. O viceversa non glielo dirò. Sì e no. La mia mente non è perfettamente a posto. Lo dichiaro di mia spontanea volontà. Ma ci proverò. Sì e no. Proverò a dirglielo, anche se la mia mente mi mette i bastoni fra le ruote. Grazie.»mercoledì 8 agosto 2012
La soggettività dell'interpretazione
La sua stessa immaginazione determina che cos'è, cosa significa.
Lo spettatore non deve essere preso in considerazione durante la realizzazione dell'opera, ma non gli va detto, dopo, cosa pensare o come intenderla o quello che significa. Non c'è bisogno di definizione.
La definizione può essere lo strumento più pericoloso e distruttivo che l'artista utilizza quando produce arte per una collettività di individui.
La definizione non è necessaria.
La definizione vanifica se stessa e i suoi scopi definendoli.
Keith Haring, "Diari - 1978"
Iscriviti a:
Post (Atom)

