martedì 11 gennaio 2011

Eri i miei slip
di pizzo.
Sei diventato
le mutande
della nonna.
Perduto
lo slancio
iniziale,
la passione
dei primi tempi,
non resta che l’abitudine
della condivisione
quotidiana,
il passar sopra
quelle negligenze
un filo che pende
dal boxer
scucito
il collant
smagliato
il calzino
spaiato
il tallone
non ancora rammendato.
Ma in fondo
è più semplice
così
senza l’artificio
della prima volta
che ci snaturava.

lunedì 10 gennaio 2011

L'ISTANTANEA

L’istantanea
delle tue labbra semiaperte
sensuali di ingenuità
gazzelle
in mezzo alle bocche di leone
- non so perchè
quel giorno
su quel prato
non la scattai.
Eterno
dura il pentimento
dell’istante
che non seppi cogliere.

domenica 9 gennaio 2011

Chiamami estate
tardo
e t’ardo
e quando bacio
mordo
se tu taci
parlo
ignoro     
ma non scordo
Con lo sguardo
assordo
- evitarlo
è un azzardo!
A bordo
biliardo
il bastardo
sbugiardo
e ti spingo
di sotto
sull’orlo
del fiordo
Non amarmi
testardo!
- quel ch’io amo
è il bagordo.

venerdì 7 gennaio 2011



Declino i miei giorni
con le desinenze di te
- la radice  resta quella
la radice rimane via Marconi
la nebbia gli studi incompleti
il cinema d’autore
il freddo ed i riscaldamenti
che non funzionano.
E benché non sia assoluto
tecum rimane un ablativo
- voglio urlare un vocativo
ma tu dici che non è il caso.


Monade Nomade, di Letalpecospiranoumidità, 2009

giovedì 6 gennaio 2011

NELLA RETE

ANGEL90 scrive:
Ci 6?

CASANOVA87 scrive:
Hey piccola si sono online… stavo facendo un po’ di addominali.
Guarda il suo addome adiposo. La sua taglia 52 non gli è mai parsa tanto vergognosa.

ANGEL90 scrive:
Fico! E’ vero ke mi hai detto di avere un fisico da brivido! Dai mandami qualke tua foto.

CASANOVA87 scrive:
Bambolina lo farei… è ke non ne ho. Ma è da infarto quella ke hai messo come tua immagine xsonale… sei davvero sexy…

ANGEL90 scrive:
Ah si non è niente di ke...
Pensa di aver fatto bene ad utilizzare la foto della sua amica Martina invece della sua. Martina è formosa e non c’è ragazzo che non le faccia la corte.

CASANOVA87 scrive:
Senti ci bekkiamo in disco? Non dirmi ke non ti fidi di me sennò mi inca! E’ da ieri ke chattiamo.

ANGEL90 scrive:
Vai trà mi fido. Io doma sera vado alla Duna. Ti faccio uno squillo sul cell quando arrivo così ci vediamo.

CASANOVA87 scrive:
A buco! Va benissimo. Ora devo andare in palestra… un kiss tesoro.

Dal soggiorno rimbalza la voce di una donna: “Claudio amore, sei ancora al computer!? Basta lavorare. Senti piuttosto con che richiesta se n’è appena uscita tua figlia: vuole che la accompagniamo in quella discoteca domani sera… ma sì, quella Duna. Ora le spengo il portatile! Passa l’intera giornata a chattare con i suoi amici.”

domenica 2 gennaio 2011

LA DISPERAZIONE DI PENELOPE

Non è che non lo riconobbe alla luce del focolare;
non erano
gli stracci da mendicante, il travestimento – no;
segni evidenti:
la cicatrice sul ginocchio, il vigore, l’astuzia nello
sguardo. Spaventata,
la schiena appoggiata alla parete, cercava una scusa,
un rinvio, ancora un po’ di tempo, per non rispondere,
per non tradirsi. Per lui, dunque, aveva speso vent’anni,
vent’anni di attesa e di sogni, per questo miserabile
lordo di sangue e dalla barba bianca? Si accasciò muta
su una sedia,
guardò lentamente i pretendenti uccisi al suolo, come
se guardasse
morti i suoi stessi desideri. E “Benvenuto” disse,
sentendo estranea, lontana la propria voce. Nell’angolo
il suo telaio
proiettava ombre di sbarre sul soffitto; e tutti gli uccelli
che aveva tessuto
con fili vermigli tra il fogliame verde, a un tratto,
in quella notte del ritorno, diventarono grigi e neri
e volarono bassi sul cielo piatto della sua ultima pazienza.

Ghiannis Ritsos

giovedì 30 dicembre 2010

RAT KRESPEL

“Quando Krespel ha fabbricato un violino, lo suona per una o due ore, con suprema energia, con trascinante forza espressiva, poi lo appende accanto agli altri senza mai più toccarlo o farlo toccare da nessun altro. Se salta fuori un violino di un antico maestro, il consigliere lo acquista a qualsiasi prezzo. Ma proprio come fa con i suoi violini, lo suona un’unica volta, poi lo smonta per indagarne in modo minuzioso la struttura interna e, se non trova precisamente quello che si immaginava di trovare, ne getta indispettito i pezzi in un grande cassone che già pullula di frammenti  di antichi violini smembrati.”

E. T. A. Hoffmann, 1816